Irlanda. Fece tacere due vittime di abusi, pressioni di dimissioni per il cardinale Brady

Pubblicato il 15 Marzo 2010 - 11:25 OLTRE 6 MESI FA

Le pressioni per le sue dimissioni aumentano, ma il cardinale irlandese Sean Brady non ne ha alcuna intenzione. Al centro della querelle c’è la sua partecipazione ad alcuni incontri nei quali, a metà degli anni Settanta, sarebbe stato chiesto il silenzio ad alcune vittime di abusi sessuali imputati a esponenti del clero.

«Confermo di avere preso parte a questi incontri ma solo per acquisire eventuali prove nei confronti di padre Brendan Smyth», ha detto il prelato in una dichiarazione diffusa dalla Rte, la Tv pubblica irlandese.

«Non vi è stato nessun tentativo di occultare i fatti, anzi io ho creduto ai racconti delle vittime e ne ho informato l’allora arcivescovo McKinnan, francamente non vedo perché dovrei dimettermi», ha affermato. Alcune associazioni irlandesi per la difesa delle vittime di abusi sessuali ieri avevamo chiesto al cardinale Brady di lasciare il suo incarico dopo avere appreso della sua partecipazione agli incontri.

All’epoca dei fatti contestati l’alto prelato era un semplice sacerdote e segretario particolare dell’arcivescovo di Kilmore, Francis McKinnan, poi deceduto. Padre Brendan Smyth è considerato uno dei principali responsabili delle centinaia di abusi sessuali che nell’arco di un quarantennio sarebbero stati inflitti dal clero irlandese a centinaia di bambini e ragazzi che frequentavano le parrocchie. Padre Brendan è morto in carcere dopo il suo arresto negli anni Novanta.