X

Figlio di due mamme, Viminale contro la decisione del Tribunale di Bari: no a trascrizione atto di nascita

di redazione Blitz |31 Agosto 2019 14:33

Una bandiera arcobaleno simbolo delle famiglie Lgbt

Una bandiera arcobaleno simbolo delle famiglie Lgbt

BARI – “La trascrizione dell’atto di nascita di un minore che non ha legami di sangue con un italiano è contraria ai principi primari costituzionalmente garantiti quali sono quelli relativi al diritto alla cittadinanza italiana”. È quanto si legge nel ricorso con il quale il Viminale, tramite l’Avvocatura, ha impugnato in appello il decreto del Tribunale di Bari che il 21 maggio aveva respinto la prima opposizione del ministero contro la trascrizione dell’atto di nascita di un bambino – che ha 3 anni – figlio di due donne, una inglese e una italiana, fatta dal Comune di Bari nel 2017.

Tecnicamente il Tribunale aveva dichiarato il ministero non legittimato ad opporsi alla trascrizione dell’atto di nascita. Il procedimento di secondo grado è fissato per il 12 novembre dinanzi alla prima sezione civile della Corte di Appello di Bari. Per il ministero, che si ritiene invece “legittimato ad agire in quanto titolare della competenza in materia di tenuta dei registri dello stato civile”, “la situazione di fatto è quella di un bambino nato all’estero da una cittadina di nazionalità britannica al quale è stato attribuito lo status di figlio di una cittadina italiana, con la prima unita civilmente, ma con la quale egli non ha alcun rapporto biologico”.

“L’insussistenza di un rapporto biologico con il genitore” italiano “impedisce – si legge nel ricorso – la trascrizione nei registri di stato civile italiani dell’atto di nascita che attribuisce al minore lo status filiationis fondamentale per avere accesso alla cittadinanza italiana”. “Consentendo tale trascrizione – aggiunge – si finisce per attribuire al minore la cittadinanza italiana propria della madre intenzionale, pur non risultando esistere con quest’ultima alcun legame biologico e genetico”.

Nel procedimento sono costituiti il Comune di Bari e l’Avvocatura per i diritti Lgbti – Rete Lenford, a favore della validità dell’atto, dei quali il Ministero ha chiesto l’estromissione, insistendo con la Corte di Appello perché cancelli la trascrizione. Inizialmente era stata la Procura di Bari a chiedere la cancellazione dell’atto ma aveva poi rinunciato alla richiesta dopo aver accertato l’avvenuta trascrizione in Italia dell’unione civile contratta all’estero tra le due donne.

Per il Ministero questo non basta. Nel ricorso si richiama, infatti, una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione secondo la quale “l’assenza di un legame genetico tra il minore e il genitore munito di cittadinanza italiana impedisce il riconoscimento del rapporto di genitorialità”.

Fonte: Ansa

Scelti per te