Gabriele Defilippi: no pistola nei boschi di Rocca Canavese

Gabriele Defilippi: cercasi pistola in boschi Rocca Canavese
Gabriele Defilippi: cercasi pistola in boschi Rocca Canavese

IVREA – Hanno dato esito negativo le nuove ricerche dei carabinieri, con l’ausilio di cani antiespolosivo, della pistola di Gabriele Defilippi, il giovane in carcere per l’omicidio di Gloria Rosboch con la madre, Caterina Abbattista, e con il complice-amante, Roberto Obert. Il sopralluogo nei boschi di Rocca Canavese, dove Obert ha sostenuto di avere seppellito l’arma dopo averla ricevuta da Defilippi. Quello della pistola è uno dei misteri che ancora avvolgono l’omicidio Rosboch.

L’insegnante di Castellamonte, che prima di morire aveva denunciato Defilippi per una truffa da 187 mila euro, aveva raccontato ai genitori di avere visto l’ex allievo armeggiare con una pistola “senz’altro vera”. L’arma non è stata utilizzata per uccidere la prof, strangolata con un filo per stendere il bucato. Ares, il cane antiesplosivo utilizzato per le ricerche questa mattina, non ha però fiutato tracce della pistola.

Aggiunge il Quotidiano Canavese:

Intanto l’altra mattina, dal carcere torinese delle Vallette dove è rinchiuso, Gabriele Defilippi, che forse ha realizzato di essere molto vicino a una condanna all’ergastolo, ha chiesto di incontrare al più presto il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Forse vuole raccontare gli ultimi dettagli sui quali ancora i carabinieri e la procura stanno indagando. A partire dal coinvolgimento di un eventuale quarto complice e dalle posizioni di alcune donne (compresa la madre) che erano certamente al corrente della truffa da 187 mila euro che Gabriele ha messo a segno ai danni di Gloria Rosboch. Tra mercoledì e giovedì il procuratore Ferrando dovrebbe interrogare sia Defilippi che gli altri due arrestati per l’omicidio.

 

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