Napoli: ufficiali in rivolta contro il comandante dei vigili

Pubblicato il 24 Maggio 2010 - 20:19 OLTRE 6 MESI FA

È già stata ribattezzata la “rivolta ufficiali superiori”. Nove maggiori e due colonnelli della polizia municipale di Napoli hanno presentato oggi un esposto in Questura dopo aver letto l’intervista rilasciata nei giorni scorsi dal comandante, il generale Luigi Sementa, a capo dei “caschi bianchi” dal primo settembre del 2008. Nell’intervista Sementa aveva puntato il dito contro alcune persone all’interno della Polizia Municipale “che portano gradi elevati e che pensano solo alla propria posizione”, una “categoria di fetenti” li ha definiti il comandante “gente che pensa ai propri sporchi interessi, a fare campagna elettorale a destra e manca”. E ancora di interessi nella gestione delle aree mercatali, del settore edilizio e del boicottaggio di un concorso per 50 nuovi maggiori, ovvero per funzionari.

“Per le dichiarazioni riportate e in considerazione che nel corpo della polizia municipale di Napoli gli unici ufficiali con i gradi elevati superiori a tenenti siamo noi – ha detto nel corso di una conferenza stampa il colonnello della polizia municipale Aldo Carriola – risulta manifestamente che il predetto comandante ha inteso riferirsi ai presenti. Le dichiarazioni rese sono altamente lesive nei nostri confronti tanto da aver procurato gravi danni all’immagine, all’onore per cui siamo stati costretti ad adire le competenti autorità”. “Il comandante di fatto ci ha isolato escludendoci dalla vita del corpo”, hanno aggiunto gli ufficiali superiori che hanno respinto con fermezza l’accusa di “aver bloccato un concorso per l’individuazione di 50 maggiori”.

Gli ufficiali hanno detto di aver riferito all’assessore alla Polizia Municipale della loro iniziativa e di aver chiesto un colloquio col sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo. “Ci scusiamo fin d’ora con la cittadinanza per lo smarrimento già creato dalle dichiarazioni rese a mezzo stampa dal comandante Sementa – hanno detto sempre gli ufficiali superiori – e per le quali oggi ci troviamo costretti alla replica per salvaguardare la nostra posizione e quella dell’intero corpo della polizia municipale che ci pregiamo di rappresentare”. Nell’intervista che ha fatto scoppiare la polemica ha detto che i “tenenti sono molto più bravi e hanno più volte dimostrato il loro valore lavorando esclusivamente per l’interesse della città”.

Sempre nella stessa intervista, pubblicata venerdì scorso dal “Corriere del Mezzogiorno”, il generale Sementa ha ribadito che “la cosa pubblica va gestita in maniera diretta”, accusando in buona sostanza coloro che hanno raggiunto un grado elevato di aver “paura di doversi confrontare con persone più brave di loro”.