Norman Atlantic. Argilio Giacomazzi eroe anche per Napolitano. Troppo in fretta

Norman Atlantic. Argilio Giacomazzi eroe anche per Napolitano. Troppo in fretta
Norman Atlantic. Argilio Giacomazzi eroe anche per Napolitano. Troppo in fretta

ROMA – Argilio Giacomazzi, capitano del traghetto Norman Atlantic. Per molti, in Italia, è già un eroe. Lo è, per esempio, per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che nel suo discorso di fine anno lo ha citato tra gli esempi di italiani che danno lustro alla nazione. Giacomazzi, e l’associazione è davvero troppo facile, come anti-Schettino, immagine del comandante che è come deve essere, l’uomo che non abbandona la nave in difficoltà e che anzi scende per ultimo, quando tutto il salvabile è stato salvato.

Ma Argilio Giacomazzi è forse stato trasformato in eroe un po’ troppo in fretta. Non vuol dire che non lo sia, o che peggio sia colpevole di qualcosa. Vuol solo dire che in casi come questi la pura e semplice cronaca suggerirebbe più cautela.

Cronaca dice che Giacomazzi è rimasto a bordo, non ha avuto bisogno di un De Falco che (invano) lo richiamasse al dovere. Perché il suo dovere, nulla di meno e nulla di più, il capitano lo ha fatto rimanendo a bordo. Dovere, appunto. Che è cosa corretta ma non in sé atto eroico.

Sempre cronaca dice che Giacomazzi è al momento indagato per la tragedia insieme all’armatore Carlo Visentini. Naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose: le ipotesi di reato. E’ chiaro che in questa fase l’indagine è atto dovuto e in nessun modo è indice di colpevolezza. C’è stata una tragedia ed è fatto tecnico che i responsabili siano indagati. 

Sta di fatto che Giacomazzi è stato interrogato in piena notte per cinque ore. Sull’interrogatorio nulla è trapelato e lo stesso avvocato del comandante chiede riserbo. Anche qui nulla di anomalo anche se cinque ore di interrogatorio notturno fanno pensare a molte, moltissime e urgenti domande.

Infine c’è un’ultima questione, quella dei clandestini. A bordo della Norman Atlantic, imbarcati di nascosto, ce n’erano diversi. Impossibile, in questa fase, stabilire una cifra esatta. Impresa che resterà impossibile. E’ sfuggito ai più il dettaglio che nella sua nave, quella di Giacomazzi, ci fossero dei clandestini.

Non è sfuggito ai lettori di BlitzQuotidiano che la vicenda della Norman Atlantic hanno letto e commentato. La questione “clandestini” è un nervo scoperto e spesso i commenti sono sopra le righe. Non manca però chi osserva

Siamo di fronte a una tratta di clandestini ? Attendiamo delucidazioni dal comandante del traghetto, dalla compagnia noleggiatrice e dai governi Greco e Italiano…!!!!

Sul traghetto di Giacomazzi, insomma, forse non era tutto in regola. Di certo non solo per sue responsabilità. Sta di fatto che i commenti dei lettori, al di là degli eccessi, fotografano in qualche modo uno stato d’animo, quello che alcuni chiamano “il ventre” del Paese. Ventre che quando legge la parola clandestini semplicemente “non digerisce” e sospende, a volte, anche i sentimenti di umana pietà per chi è morto in mare in modo tanto atroce.

 

Gestione cookie