Nuove Regioni rosse ed arancioni. Oggi si decide. Chi rischia: Campania, Emilia, Veneto... Nuove Regioni rosse ed arancioni. Oggi si decide. Chi rischia: Campania, Emilia, Veneto...

Nuove Regioni rosse ed arancioni. Oggi si decide. Chi rischia: Campania, Emilia, Veneto…

Campania, Emilia Romagna, Veneto e Friuli: sono queste le 4 nuove Regioni che rischiano di passare da zona gialla a zona rossa o arancione.

Oggi il Governo deciderà quali nuove Regioni gialle diventeranno arancioni o ancora peggio rosse: a rischio declassamento sono la Campania, l’Emilia Romagna, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

“Se tutti i giorni molti ospiti in tv hanno diverse opinioni esce una sinfonia di opinioni. Ma oggi, venerdì, ci sarà un aggiornamento dei dati della curva, c’è una cabina di regia. Oggi indicherà quali regioni cambieranno. Speranza accoglierà queste indicazioni. Il governo ora non lo sa”, ha confermato il premier Giuseppe Conte.

In questo momento sono in zona rossa Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria e la provincia di Bolzano. In zona arancione invece Puglia, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Liguria e Toscana.

Zona arancione e zona rossa: quali Regioni ci saranno a breve

Entro oggi quindi, massimo domani mattina, potrebbero essere 14 le Regioni, oltre alla provincia di Bolzano, nelle quali sono necessarie misure più restrittive. Più restrittive rispetto a quelle già in vigore in tutta Italia. Non un lockdown generale per fermare la crescita dei contagi da Covid, ma qualcosa che ci assomiglia molto. Visto che più di due terzi del Paese sarebbero in zona arancione o rossa.

Il ministro della Salute Roberto Speranza si è preso infatti ancora qualche ora per valutare non solo la situazione della Campania, ma anche di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Tutte Regioni che purtroppo hanno visto schizzare verso l’alto i propri parametri nei giorni scorsi. E per le quali è (sarebbe) necessario “anticipare” gli interventi.

Le ordinanze anti declassamento non servono?

Veneto, Emilia Romagna e Friuli non vogliono però assolutamente passare da zona gialla a zona arancione o rossa. Ecco perché ci sono le nuove ordinanze dei governatori delle tre regioni finite sotto la lente dell’Istituto superiore di sanità. L’obiettivo è porre un freno a spostamenti e assembramenti, così da scongiurare un declassamento da parte del governo.

Il ministro della Salute Roberto Speranza avrebbe già dato l’ok e quindi il Governo pare intenzionato ad accettare la proposta. Chiaramente tutti i numeri dei contagi sono decisivi per capire se le restrizioni si riveleranno efficaci oppure no per capire se fare nuove Regioni rosse o arancioni.

Cosa prevede il piano dei tre governatori

 Il principio è quello di porre un freno a spostamenti e assembramenti. L’obiettivo dei governatori è quindi quello di anticipare le misure per tentare di finire al massimo in zona arancione e ridurre l’impatto sull’economia.

Come riporta Andrea Carli per Il Sole 24 Ore, tra le soluzioni attese una potrebbe riguardare bar e ristoranti. L’ipotesi è quella di mettere la consumazione obbligatoria al tavolo e ridurre il numero di persone che possono stare sedute rispetto alle 4 indicate nel Dpcm. Non si escludono nemmeno interventi per limitare gli spostamenti e regolare l’apertura dei negozi, in vista del fine settimana, per non ripetere le scene dello scorso weekend con tanta, troppa gente in giro.

L’ordinanza del Veneto

Da domani al 3 dicembre in Veneto non è permesso passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici, delle città e nelle aree affollate. Lo prevede l’ordinanza illustrata dal presidente Luca Zaia.
“Niente ‘vasca’ – ha spiegato Zaia – niente struscio, non si affolla la spiaggia”. E’ invece consentita l’attività sportiva, quella motoria e le passeggiate in parchi pubblici e aree rurali, purché nel rispetto della distanza di 2 metri per lo sport e un metro per il resto degli spostamenti all’aperto.

Nei giorni prefestivi in Veneto sono chiuse le grandi e medie strutture di vendita, sia a esercizio unico che con più negozi, compresi i parchi commerciali (Outlet). Restano aperti solo gli alimentari, farmacie e parafarmacie, tabaccherie ed edicole. Nei giorni festivi è vietato ogni tipo di vendita anche dei negozi di vicinato, ad eccezione delle medesime categorie.

La somministrazione di bevande e alimenti è prevista in Veneto, da domani al 3 dicembre, solo dalle ore 15.00 alle 18.00, e il consumo dovrà avvenire esclusivamente da seduti, dentro e fuori dai locali. I posti di bar e ristoranti devono essere “regolarmente collocati”. Per i cibi da asporto è vietata la consumazione all’esterno del locale.
“Lo scopo – ha spiegato Zaia – è di evitare in particolare gli spritz ammassati all’esterno dei bar”.

L’ordinanza del Friuli Venezia Giulia

L’ordinanza “garantisce sotto forma di raccomandazione l’accesso agli esercizi commerciali di grandi e medie strutture di vendita nelle prime due ore della giornata agli anziani”. “Non è che un over 65 non può andare a fare acquisti in orari diversi- ha puntualizzato Fedriga -ma cerchiamo di garantire delle fasce protette. Non è una limitazione, ma una raccomandazione che facciamo agli esercizi di organizzarsi e favorire l’ingresso riservato nelle prime due ore di apertura degli esercizi”. La misura riguarda le attività di grandi dimensioni, “non parliamo dei negozi di vicinato”.

L’ordinanza dell’Emilia Romagna

Sospese le lezioni di ginnastica, di canto e con strumenti a fiato, considerate a rischio elevato alle scuole elementari e medie. E’ la misura prudenzialmente inserita in attesa di ulteriori indicazioni dal Comitato tecnico scientifico nazionale, dall’ordinanza firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, d’intesa con i colleghi di Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Insomma, si farà di tutto per evitare il declassamento visto che queste tre regioni sono le prossime indiziate a diventare arancioni o rosse. Si cercherà quindi una via di mezzo tra gialla e arancione. (Fonti Ansa e Il Sole 24 Ore).

 

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