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Tiziana Cantone, il corpo sarà riesumato. Fu suicidio dopo video in rete? Procura indaga per omicidio

di Redazione Blitz |28 Maggio 2021 13:11

Tiziana Cantone, il corpo sarà riesumato. Fu suicidio dopo video in rete? Procura indaga per omicidio

Il corpo di Tiziana Cantone, la ragazza trovata morta dopo che un video a luci rosse è finito in rete, sarà riesumato per capire le cause effettive del decesso. La Procura della Repubblica di Napoli infatti indaga per omicidio e non per suicidio, quindi ha disposto la riesumazione del cadavere di Tiziana Cantone.

La 31enne che si sarebbe tolta la vita il 13 settembre del 2016 in una abitazione di Mugnano, in provincia di Napoli, a causa della diffusione in chat di alcuni suoi video privati. La riesumazione dei resti della 31enne è stata disposta dal sostituto procuratore Giovanni Corona. Nell’ambito delle indagini aperte di recente che ipotizzano il reato di omicidio contro ignoti. La riesumazione dovrebbe avvenire nella prima decade di giugno.

Tiziana Cantone e il Dna di due uomini sul luogo della morte

L’indagine per omicidio è cominciata dopo che si è scoperto appartenere a due uomini diversi le tracce di Dna maschile trovato sulla pashmina (un tipo di sciarpa) che avrebbe usato per impiccarsi Tiziana Cantone. Un elemento emerso lo scorso gennaio, quando il laboratorio genetico incaricato dallo staff di difesa di Teresa Giglio, madre di Tiziana, è riuscito a separare i cromosomi del Dna maschile già individuato poche settimane prima, scoprendo che apparteneva a due diversi individui.

Tiziana Cantone e i dati cancellati da iPad e iPhone

Sempre nei mesi scorsi, sulla base di indagini tecniche dell’Emme-Team, la procura aveva aperto un’indagine per frode processuale. In relazione alla cancellazione di tutti i dati contenuti nell’iPhone e nell’iPad di Tiziana Cantone. Cancellazione avvenuta mentre gli apparecchi erano in custodia della Polizia giudiziaria (i carabinieri) per gli accertamenti successivi alla morte.

L’indagine sulla morte di Tiziana, in cui la Procura di Napoli Nord ipotizzò l’istigazione al suicidio, finì con un’archiviazione. Nel frattempo però hanno trovato prove per offrire una ricostruzione alternativa al suicidio. Hanno individuato le oltre cento persone che avrebbero diffuso e visto i video.

 

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