Il sequestro è stato effettuato ieri, martedì 25 febbraio, mentre gli uomini della scientifica cercavano indizi nell’abitazione dove sarebbe avvenuta l’aggressione, ripulita poi, sempre secondo quanto riferito dal 24enne al suo avvocato, da alcuni familiari. Il lavoro della scientifica è durato quasi otto ore e mezza, alla ricerca di tracce di sangue lasciate dal cane o dalla bambina.
L’uomo ha chiesto di essere ascoltato dal pubblico ministero per fugare eventuali dubbi sul proprio coinvolgimento nell’inquinamento della scena teatro della tragedia.
Vincenzo Loffredo sostiene infatti di aver trovato Giulia a terra accanto al letto dove anche lui si era addormentato, in una pozza di sangue, e di averla portata in ospedale. Durante il tragitto avrebbe poi chiamato in pronto soccorso per assicurarsi di raggiungere un ospedale aperto. Il cellulare servirà anche a capire eventuali spostamenti dell’uomo, e verificare se abbia utilizzato invece il telefono anche in quell’ora in cui sostiene di essersi addormentato senza accorgersi di quanto accadeva alla sua piccolina.