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Bimba bocciata in prima elementare per scarso rendimento, il Tar accoglie ricorso dei genitori: “Andava aiutata”

Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Campania è intervenuto su un caso delicato e preoccupante che coinvolge una bimba di prima elementare, bocciata a giugno per problemi legati al suo comportamento scolastico. La scuola aveva segnalato difficoltà come scarsa partecipazione, linguaggio infantile e difficoltà logico-matematiche, ma non aveva attivato alcun piano di supporto specifico per la piccola, nonostante fosse a conoscenza dei suoi problemi psichiatrici. La quarta sezione del Tar ha quindi annullato la bocciatura e disposto l’ammissione con riserva alla seconda classe.

L’importanza di un piano didattico personalizzato

Il Tar Campania ha rilevato che le difficoltà dell’alunna non erano dovute a un rendimento scolastico insufficiente, ma piuttosto a problematiche di apprendimento legate a un quadro psicologico fragile. La scuola, infatti, era stata informata tempestivamente dai familiari e dai professionisti che seguivano la bimba, tra cui una neuropsichiatra dell’Asl e un’altra privata. In situazioni del genere, la normativa prevede la redazione di un piano didattico personalizzato (PDP), strumento fondamentale per fornire supporto adeguato agli alunni con difficoltà di apprendimento. Tuttavia, questo non è mai stato implementato dalla scuola, che ha preferito seguire una linea più rigida con la bocciatura, senza considerare le reali esigenze della piccola.

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Bimba bocciata in prima elementare per scarso rendimento, il Tar accoglie ricorso dei genitori: “Andava aiutata” (foto ANSA) – Blitz quotidiano

Un precedente giuridico importante

L’ordinanza del Tar Campania, che accoglie il ricorso della famiglia della bambina, rappresenta un precedente giuridico significativo. L’avvocato della famiglia, Claudio Ciotola, ha sottolineato l’importanza di un approccio educativo inclusivo, soprattutto nella scuola primaria, dove l’obiettivo dovrebbe essere sostenere e incoraggiare gli alunni, piuttosto che penalizzarli. La decisione del Tar solleva inoltre interrogativi su come le scuole gestiscono i casi di studenti con difficoltà di apprendimento, aprendo la strada a un possibile cambiamento nelle politiche scolastiche future. La questione verrà ulteriormente discussa il 9 aprile, quando è fissata la trattazione nel merito del ricorso.

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