Evasore semplice, esperto, scelto. Primo grado: gli occulta affitti e contributi

foto LaPresse

ROMA – Per stanare gli evasori fiscali bisogna prima conoscerli: è questo l’obiettivo della task force Ministero dell’Economia-Agenzie-Guardia di Finanza, che ha tracciato 19 identikit, 19 modi di aggirare o evadere il Fisco. Si va dal proprietario di casa che affitta in nero alla multinazionale che ricorre all’ingegneria finanziaria per pagare meno tasse. Li accomuna l’allergia all’Agenzia delle Entrate, li differenzia la maggiore o minore complessità degli espedienti che usano per “risparmiare” sulla dichiarazione dei redditi. I 19 identikit, pubblicati dal Sole 24 Ore, sono stati divisi infatti in 5 categorie, a secondo del grado di sofisticazione:

1) Semplice occultamento di reddito
2) Occultamento parziale di reddito
3) Intestazioni fittizie
4) Utilizzo di documentazione fiscale falsa
5) Forme sofisticate di evasione e fenomeni di elusione
Il presidente del Consiglio Mario Monti ha detto che non bisogna chiamarli furbi. Allora li distingueremo in furbetti, furbastri e furboni. Iniziamo dai furbetti, quelli che evadono o eludono le tasse “come si faceva una volta”, con trucchi semplici: non dichiarano l’affitto, non versano i contributi, non dichiarano l’immobile che possiedono… la task force, fra i “semplici occultatori di reddito” ha individuato 7 identikit:
Omessi contributi – Sotto questo profilo rientrano i datori che impiegano lavoratori non in regola e non versano tasse e contributi, i lavoratori autonomi occasionali e i dipendenti irregolari. Per la prevenzione si pensa all’invio annuale al lavoratore della propria posizione contributiva con il prospetto dei contributi pensionistici maturati. Strumenti di contrasto sono il raffronto tra dichiarazione dei redditi ed effettivo tenore di vita e l’intensificazione dei controlli degli ispettori del lavoro.
Affitti in nero – Grandi e piccoli proprietari di case che affittano in nero, evadendo imposte dirette e indirette. Tre le idee per la prevenzione del fenomeno: accordi con le Università per obbligare gli studenti a dichiarare la dimora in cui abitano; obbligare chiunque attivi un’utenza (gas, luce, telefono) a dichiarare il titolo di occupazione dell’immobile (ufficio, negozio, residenza, locazione); “tutoraggio” dell’Agenzia dell’Entrate per invitare i proprietari all’emersione dal nero, anche indicando i vantaggi della cedolare secca. Per il contrasto si pensa a maggiori controlli incrociati delle utenze con i dati catastali e sui conti correnti e postali, con l’aiuto dei Comuni; questionari non solo agli studenti ma anche ai turisti, per individuare chi affitta appartamenti o bed & breakfast in nero.
Evasore totale – Lavoratori autonomi o piccole e medie imprese che non dichiarano nulla e quindi risultano sconosciuti al Fisco. Fra le mosse “preventive” si pensa anche alla lista di proscrizione: diffondere su giornali e tv numeri e nomi degli evasori scoperti. Poi: comunicare al contribuente i dati fiscali che lo riguardano e che sono già noti all’Agenzia delle Entrate; ricordare in automatico a chi non ha presentato la dichiarazione le scadenze entro le quali farlo. Per contrastare il fenomeno: verifiche basate su analisi di rischio con incrocio dei dati derivanti dalle segnalazioni, accertamenti sul tenore di vita, controlli sulle liste di chi beneficia di prestazioni sociali e assistenziali, analisi dell’anagrafe dei rapporti finanziari, piani coordinati di controllo economico del territorio.
Gioco online abusivo – Siti internet o agenzie con tanto di locale aperto al pubblico che fanno da croupier: dicono agli utenti “fate il vostro gioco” attraverso il web, ma senza avere la concessione. Non solo evadono l’imposta unica, ma spesso riciclano denaro sporco o commettono frodi. Per la prevenzione si possono scambiare informazioni con le autorità estere analoghe; finanzieri e ispettori possono fingersi giocatori online per individuare i titolari di siti illegali; le banche e gli intermediari finanziari devono segnalare il trasferimento di somme a società di gioco non autorizzate; le operazioni di gioco devono essere tracciate e i siti illegali inibiti.
Case fantasma – Case appartenenti a piccoli o grandi proprietari di immobili e ignote completamente al Fisco. Come strumento preventivo si pensa all’invio al contribuente di bollettini precompilati per il pagamento dell’Imu o Tarsu. Per il contrasto servono controlli capillari e un maggiore controllo del territorio ad opera dei Comuni.
Scommesse in nero – Si tratta di soggetti non registrati al totalizzatore nazionale che giocano in nero evadendo così l’imposta unica dovuta all’erario sull’attività di gioco. Per la prevenzione si pensa a 007 dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza che effettuino puntate in incognito per verificare la regolarità dei punti scommesse; un altro strumento valido è rendere l’imposta automatica.
Giochi illegali – Soggetti che usano apparecchi da divertimento e intrattenimento non collegati alla rete telematica per evadere il Preu (prelievo erariale unico sui giochi). Anche qui come per le scommesse in nero, servono accertamenti bancari e finanziari e programmi di verifiche coordinate con la Guardia di Finanza, anche tramite l’uso di 007.
Il catalogo degli evasori fiscali continua in altre due puntate con furbastri e furboni, o meglio evasori “esperti” e “scelti”, a voler utilizzare i gradi dei carabinieri: si tratta di quelle aziende o di quei contribuenti che occultano in parte il reddito, ricorrono ad intestazioni fittizie, producono documenti falsi, o usano – nel caso delle multinazionale – strumenti di ingegneria finanziaria per risparmiare illegalmente sulle tasse.

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