Economia

I dazi di Trump paese per paese. Perché non ci sono Russia e Corea del Nord

Donald Trump ha annunciato l’introduzione di dazi sulle importazioni, con l’obiettivo dichiarato di proteggere l’industria americana da anni di presunti abusi commerciali da parte di Paesi stranieri. Le nuove tariffe prevedono un’imposta minima del 10% su tutti i beni importati, con aumenti differenziati a seconda delle relazioni commerciali tra gli Stati Uniti e i singoli Paesi.

Durante una cerimonia nel giardino della Casa Bianca, Trump ha definito questa decisione “il giorno della liberazione”, promettendo un rilancio dell’occupazione e un’età d’oro per l’America. Tuttavia, numerosi analisti economici hanno espresso preoccupazioni per possibili effetti negativi, come l’aumento dell’inflazione e una crescita economica stagnante. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha avvertito che queste misure avranno “conseguenze terribili per milioni di persone” e ha dichiarato che l’Europa è pronta a rispondere con adeguate contromisure.

I Paesi più colpiti dalle nuove tariffe

Il piano tariffario di Trump colpisce in particolare la Cina, che subirà un aumento complessivo del 54% sui propri beni esportati negli Stati Uniti. Anche l’Unione Europea non è esente, con un’imposizione del 20% sulle esportazioni verso il mercato statunitense. Altri Paesi particolarmente penalizzati includono il Vietnam (46%), la Cambogia (49%) e il Laos (48%). La Gran Bretagna, guidata da Keir Starmer, si limita invece alla tariffa base del 10%, mentre Canada e Messico, sebbene risparmiati dalle misure più severe, dovranno affrontare dazi selettivi del 25% su alcune categorie di prodotti.

Le nuove tariffe entreranno in vigore in due fasi: il 5 aprile per la maggior parte delle importazioni e il 9 aprile per i cosiddetti “worst offenders”, ovvero i Paesi considerati più ostili dal punto di vista commerciale.

I dazi di Trump paese per paese. Perché non ci sono Russia e Corea del Nord (foto ANSA) – Blitz quotidiano

Perché non ci sono Russia e Corea del Nord

Nella lista dei Paesi messi nel mirino da Trump c’è un grande assente: la Russia. Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha spiegato ad Axios che la Russia è stata esclusa perché “le sanzioni americane precludono già qualsiasi scambio commerciale significativo”. In effetti, dall’invasione dell’Ucraina il valore del commercio tra Stati Uniti e Russia è crollato da 35 a 3,5 miliardi di dollari. Ma rimane comunque superiore a quello in corso tra Usa e Mauritius o Brunei oppure le Isole Svalbard (territorio non incorporato norvegese), inseriti invece nell’elenco. Oltre alla Russia, Trump ha escluso anche la Corea del Nord, Cuba e Bielorussia.

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Filippo Limoncelli