Fiat-Confindustria. Le condizioni di Marchionne a Emma Marcegaglia: la lettera

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Sergio Marchionne, Emma Marcegaglia (Ap photo)

TORINO – In una lettera datata 30 giugno 2011, Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, spiega le sue ragioni mentre il clima con Confindustria ha fatto pensare finora solo a un divorzio immediato. L’ad lancia un ultimatum, pone le sue condizioni, altrimenti la rottura sarà certa.

“Cara Emma, voglio esprimerti il mio apprezzamento per l’impegno tuo e della Confindustria nella definizione di un quadro di riferimento per creare le condizioni di rilancio del sistema economico del nostro Paese. L’accordo raggiunto tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil è sicuramente un risultato di grande rilievo, perché ha affrontato alcuni importanti nodi in materia di rappresentanza e di contratti. Questo primo passo potrà avere un effetto positivo sul funzionamento delle relazioni sindacali nel nostro Paese e, di conseguenza, portare benefici al sistema industriale, che ha assoluta necessità di disporre di regole che garantiscano le certezze indispensabili per operare in un contesto di mercato sempre più globale e competitivo”, scrive Marchionne.

Poi dalle colonne del quotidiano ‘La Stampa’ prosegue: “La stessa necessità abbiamo noi della Fiat, che siamo impegnati in un grande sforzo per costruire un gruppo automobilistico internazionale, e abbiamo bisogno che le nostre attività italiane procedano a velocità non inferiore a quella dei concorrenti. Mi auguro che, nei prossimi mesi, il vostro lavoro prosegua con ulteriori passi che ci consentano di acquisire quelle garanzie di esigibilità necessarie per la gestione degli accordi raggiunti per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco”.

“Questo ci permetterà di portare a compimento gli investimenti avviati e quelli già programmati, assicurando così al Paese una prospettiva di continuità di presenza industriale. Sono fiducioso che le nostre esigenze, che credo siano le stesse di molti altri imprenditori, saranno tenute in considerazione e che queste condizioni si realizzeranno entro la fine dell’anno. Ho il dovere di informarti che in caso contrario, Fiat e Fiat Industrial saranno costrette ad uscire dal sistema confederale dal 1 gennaio 2012. Invieremo copia di questa lettera anche ai segretari delle Confederazioni firmatarie per confermare che la nostra iniziativa non intende mettere in discussione l’importanza dell’accordo e i diritti dei lavoratori. Vogliamo soltanto che le nostre persone possano lavorare in un contesto nel quale tutti si assumano i propri obblighi e le proprie responsabilità, come previsto dagli accordi di Pomigliano d’Arco, Mirafiori e Grugliasco. Spero che la nostra posizione possa aiutare la Confindustria e i Sindacati nel proseguire il lavoro cominciato e a completare la costruzione di un nuovo sistema di rapporti basati su obiettivi condivisi e sul reciproco rispetto”, conclude.

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