
La locandina, il consiglio cinematografico di oggi: Jurassic Park, di Steven Spielberg - Blitz Quotidiano
Secondo un recente sondaggio condotto da Fandango, Jurassic World – La rinascita è il film più atteso del 2025 dal pubblico statunitense. Le persone coinvolte nel sondaggio, oltre 5000, hanno manifestato grandissimo hype, attendendo con impazienza l’uscita del film nelle sale, in arrivo quest’estate. Si tratta del settimo capitolo del franchise di Jurassic Park, sequel stand-alone di Jurassic World – Il dominio, uscito nel 2022. Alla regia troviamo Gareth Edwards (Godzilla, The Creator) e nel cast attori di livello come Scarlett Johansson e Mahershala Ali. Alla sceneggiatura, invece, ritorna una personalità di spicco come quella di David Koepp, già autore di molti successi di Hollywood come il primo Jurassic Park, Carlito’s Way, il primo capitolo di Mission: Impossibile e lo Spider-Man di Sam Raimi.
Jurassic World – La rinascita, stando ai dati raccolti nel sondaggio, ha inoltre bruciato la concorrenza di film già ampiamente attesi come I Fantastici 4: Gli Inizi, Mission: Impossible – The Final Reckoning, Thunderbolts e 28 Anni Dopo. La febbre giurassica, dunque, non è morta ed è più viva che mai.
Parliamo d’altronde di uno dei franchise più rappresentativi e di successo della storia del cinema, nato naturalmente dalla fervida immaginazione di un regista del calibro di Steven Spielberg, che nel 1993, basandosi sull’omonimo romanzo di Michael Crichton, riempì le sale e allo stesso modo i cuori di milioni di spettatori con il primo e iconico capitolo della saga, allo stato attuale ancora il migliore. Oggi, com’è ovvio, ve lo consigliamo, qualora ci fosse bisogno di una spintarella in più per tornare a godersi, ancora una volta, lo spettacolo offerto da uno dei film più famosi di sempre.
Jurassic Park, di Steven Spielberg
Qualche riga di trama, anche se un film di questo tipo non ha certo bisogno di presentazioni. Il miliardario John Hammond (Richard Attenborough) invita il paleontologo Alan Grant (Sam Niel) e la paleobotanica Ellie Sattler (Laura Dern) a raggiungerlo su una particolare isola tropicale denominata Isla Nublar. I due studiosi rimangono sorpresi, affascinati e sbalorditi nello scoprire che l’intera isola in realtà è un enorme parco divertimenti popolato da veri dinosauri, nati da una sperimentazione basata sulla clonazione, tramite un progetto che ha l’obiettivo di riportare in vita gli animali estinti.
Una ricerca e un risultato sorprendenti, ma c’è uno scoglio da superare: per conquistare gli investitori, Hammond ha bisogno del parere degli esperti, quello di Grant, di Sattler ma anche quello del matematico Ian Malcom (Jeff Goldblum). Hammond organizza così per loro un vero e proprio safari, al quale si uniscono anche i nipoti del paleontologo, Tim e Lex, e l’avvocato Donald Gennaro. L’intera esperienza di visita è supervisionata attentamente dall’ingegnere Ray Arnold (Samuel L. Jackson). Uno dei collaboratori del miliardario, Dennis Nerdy (Wayne Knight), si fa però corrompere da un rivale di Hammond. I sistemi di sicurezza dell’intero parco saltano improvvisamente, lasciando tutti i presenti in balia dei dinosauri, alcuni dei quali estremamente feroci e affamati.
Il parco divertimenti di Spielberg
Su un film come Jurassic Park, noto in ogni angolo del mondo e analizzato fino all’ultimo fotogramma, c’è davvero poco da dire. Al di là di ogni qualsivoglia forma di analisi, di critica o di approfondimento tecnico e narrativo, il film vive e ancora oggi sopravvive alla prova del tempo grazie a una struttura che risponde a determinati canoni tipicamente “spielberghiani”: il senso bambinesco e autentico legato alla meraviglia, lo stupore e soprattutto il rimando ad archetipi perfettamente formati e sedimentati nella coscienza di ognuno di noi, risvegliati dalla maestria di un raccontastorie abile e consapevole, che sa come incantare il pubblico.
Lo fa come si fa con le storie cinematograficamente più belle e appassionanti: si parte dalla semplicità narrativa (i dinosauri ai giorni nostri, per esempio) e si organizza poi uno spettacolo visivo di altissimo livello con effetti speciali avveniristici a prova di bomba; un comparto visivo attraverso il quale è impossibile non sentirsi coinvolti o rapiti dal magnetismo di un mondo magico come quello dell’isola di Jurassic Park.
Ma la coscienza archetipica, legata al mondo dell’arte, alla creatività e allo stupore di fronte a una bella storia, si frammenta in corrispondenza dei valori individuali che corrispondono ai gusti personali. Jurassic Park, pur avvalendosi delle principali espressioni del cinema d’avventura, al quale il regista è da sempre legato, si contamina di suggestioni sempre diverse e appaganti: tonalità epiche, azione, commedia e perfino horror sono elementi che arricchiscono uno spettacolo mai noioso, mai banale e soprattutto alla portata di ogni tipo di gusto e di spettatore, dai più piccoli ai più cresciuti, e in effetti c’è chi con questo film ci è davvero cresciuto cullandolo gelosamente come si fa con un peluche sotto le coperte.
La bellezza di un film come Jurassic Park, infine, sta anche nella potenza identitaria che lo contraddistingue: pensateci, quando immaginate i dinosauri, la loro forma o il loro comportamento, pur sempre al di fuori di un certo realismo, quanto ci mettete prima di approdare con il pensiero all’iconografia di quelli meravigliosamente creati dall’Industrial Light & Magic per il film? Probabilmente neanche mezzo secondo.