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Cosa prevede il decreto legge sul femminicidio e la proposta di educazione affettiva nelle scuole

L’efferato delitto di Sara Campanella avvenuto a Messina ha riacceso il dibattito sul femminicidio. Recentemente è stata approvata una legge che ha inasprito le condanne attraverso l’introduzione di questo tipo di delitto nel codice penale. Vediamo nello specifico cosa prevede il decreto legge ed anche la proposta di inserire l’educazione affettiva a scuola con lo scopo di prevenire questo tipo di delitti.

Il Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi ha approvato un disegno di legge per l’introduzione del delitto di femminicidio. Ha anche previsto altri interventi normativi utili a contrastare la violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime.

Si è introdotta la nuova fattispecie penale di “femminicidio” che ora viene sanzionata con la pena dell’ergastolo. In particolare si prevede che sia punito con tale pena “chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà o, comunque, l’espressione della sua personalità”. Sono state anche introdotte delle aggravanti che prevedono un aumento di pena di almeno un terzo e fino alla metà o a due terzi.

Il testo ha previsto inoltre l’audizione obbligatoria della persona offesa da parte del pubblico ministero non delegabile alla polizia giudiziaria. Ha introdotto specifici obblighi informativi in favore dei prossimi congiunti della vittima di femminicidio. Ha inserito anche il parere, non vincolante, della vittima in caso di patteggiamento. Nei casi in cui sussistano esigenze cautelari, il nuovo decreto ha introdotto l’applicazione all’imputato della misura della custodia cautelare in carcere o degli arresti domiciliari.

Cosa prevede il decreto legge sul femminicidio e la proposta di educazione affettiva nelle scuole (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Il Consiglio dei ministri è anche intervenuto sui benefici penitenziari per gli autori di questi reati introducendo a favore delle vittime il diritto di essere avvisate anche dell’uscita dal carcere dell’autore condannato, a seguito di concessione di misure premiali.

Si sono voluti anche rafforzare gli obblighi formativi dei magistrati e sono state introdotte varie norme sul risarcimento delle vittime. L’intervento è stato approvato nel quadro degli obblighi assunti dall’Italia con la ratifica della Convenzione di Istanbul e nel solco delle linee operative disegnate dalla nuova direttiva (Ue) 1385/2024 in materia di violenza contro le donne, nonché delle direttive in materia di tutela delle vittime di reato.

L’eduzione affettiva come forma preventiva

Oltre ad inasprire le pene serve approvare norme che prevengano il fenomeno. Una di queste è l’introduzione dell’educazione affettiva chiesta in queste ore dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle.

Elly Schlein, la segretaria del Pd, dopo la morte di Sara Campanella ha detto che “c’è bisogno di educazione e di formazione specifica, di rendere obbligatoria l’educazione all’affettività e alle differenze in tutti i cicli scolastici, per sradicare prima che sia tardi quell’idea patriarcale e criminale di un diritto al possesso sul corpo e la vita delle donne, che non esiste”.

Dello stesso avviso M5s: “Non basta la repressione senza la prevenzione. E c’è bisogno quindi di educazione e di formazione specifica, di rendere obbligatoria l’educazione all’affettività e alle differenze in tutti i cicli scolastici, per sradicare prima che sia tardi quell’idea patriarcale e criminale di un diritto al possesso sul corpo e la vita delle donne, che non esiste”.

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Lorenzo Briotti