
Donald Trump (Foto Ansa)
Da mesi tutti – ma proprio tutti, dall’economista più titolato al cittadino più distratto – sapevano una cosa: Donald Trump avrebbe messo i dazi. Tutti lo sapevano. D’altronde, lo stesso Donald Trump, appena eletto, lo aveva spiegato con precisione: il 2 aprile sarà il “Liberation Day” e annuncerò i dazi. E tutti, ma proprio tutti, sapevano anche, più o meno, di che entità sarebbero stati. E tutti, ma davvero tutti, sapevano con certezza che i dazi avrebbero colpito l’Europa e l’Italia. E tutti sapevano che l’Italia – Paese esportatore per eccellenza – ne avrebbe sofferto. Tutti lo sapevano. Tutti, evidentemente, tranne il governo, visto che nella mattinata di ieri si è pensato bene di convocare una “riunione di emergenza” a Palazzo Chigi. Non contenti, dalla presidenza del Consiglio hanno anche fatto sapere che Giorgia Meloni “ha annullato gli impegni per concentrarsi sulle azioni da intraprendere in seguito agli annunci di Donald Trump”. Tutti, insomma, lo sapevano. Tranne il governo italiano.