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Decreto bollette, Turco (M5s): “Una presa in giro”. Renzi: “Meloni scappa”. Codacons: “Provvedimento annacquato”

Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi il decreto bollette per far fronte ai costi eccessivi dell’energia a famiglie e imprese. Secondo l’opposizione e le associazioni dei consumatori però, il provvedimento appare essere insufficiente e viene letto come una presa in giro. Ecco alcune dichiarazioni:

Turco (M5s): “Il decreto è una presa in giro”

“Il decreto bollette varato oggi dal Cdm è una presa in giro che rasenta il ridicolo, che dovrebbe indignare imprese, cittadini e osservatori. Si tratta di una mancetta trimestrale che non andrà a mitigare affatto lo ‘tsunami’ dei rincari in corso”. A dirlo in una nota il vicepresidente Movimento 5 Stelle Mario Turco, coordinatore del comitato Economia-Imprese-Lavoro.

Renzi: “Meloni scappa dalle conferenze stampa”

Secondo il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, “tre miliardi di euro messi con tre mesi di ritardo. Speriamo che siano sufficienti. Nel frattempo la Meloni scappa anche dalle conferenze stampa, non solo dal Parlamento. Ormai parla solo attraverso video registrati, è diventata allergica alle domande. Doveva essere una lady di ferro, è sempre più ‘l’omino di burro’ di Pinocchio”.

Decreto bollette, Turco (M5s): “Una presa in giro”. Renzi: “Meloni scappa”. Codacons: “Provvedimento annacquato” (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Marco Vignola (Unione Nazionale Consumatori): “Il decreto è insoddisfacente”

Per Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori, il “decreto è insoddisfacente. Bene l’intervento sui bonus sociali, con l’estensione fino a 25 mila euro di Isee, ma è una beffa il limite di 3 mesi, per non dire una presa in giro. La misura per essere efficace andava adottata in modo strutturale, non certo per un trimestre. Le famiglie povere devono avere garanzie sul loro futuro, sapere a quali spese dovranno far fronte, visto che non riescono a far quadrare i loro conti. Il paradosso, poi, è che tra 1 mese e mezzo i caloriferi saranno spenti in tutta Italia e ora che il provvedimento diventerà operativo le bollette scenderanno al punto che le famiglie beneficiarie potrebbero andare addirittura a credito, visto che il bonus di 200 non pare commisurato all’importo della bolletta”.

Bonelli (Avs): “Meloni fa video per sfuggire alle domande, come in Corea del Nord”

“Oggi Giorgia Meloni, per sfuggire alle domande sulle sue bugie, invece di partecipare a una conferenza stampa – come avviene in qualsiasi paese democratico, dove il capo di governo risponde ai giornalisti – ha inviato un video, proprio come si fa in Corea del Nord. Mentre Pichetto Fratin e Giorgetti illustravano i decreti in conferenza stampa, arrivava il video di Meloni che si trovava a Palazzo Chigi. Allucinante”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.

Bonelli prosegue: “Nel suo intervento ha affermato, mentendo, che il nucleare garantirà energia a basso costo. Falso! Oggi il nucleare costa 170 €/MWh, molto più di quanto paghiamo attualmente per l’energia elettrica e molto più delle rinnovabili. Ha poi sostenuto che, con il decreto bollette, il prezzo dell’energia per le famiglie diminuirà. Falso! A pagare saranno i cittadini, non le società energetiche che hanno realizzato profitti per decine di miliardi. Inoltre, il governo si affida alla speranza che nei prossimi mesi l’energia cali. Meloni si affida alla speranza. Ecco da chi è governata l’Italia: da una mentitrice seriale”.

Calenda (Azione): “Il provvedimento è debole e non strutturale”

Carlo Calenda di Azione spiega invece che “il provvedimento sulle bollette è debole e non strutturale. Il problema rimane quello delle rinnovabili iperincentivate che vendono anche quando il loro apporto è inutile, al prezzo del gas. Una follia in particolare su idroelettrico che arricchisce le imprese del settore a spese dei cittadini. Avevamo fatto una proposta chiara ma il governo non ha avuto il coraggio di attuarla. Molto positivo invece il primo passo fatto per il ritorno al nucleare, una battaglia che @Azione_it ha condotto con forza dalla sua nascita”.

Boccia (Pd): “Dal Consiglio dei ministri una toppa tardiva”

Secondo il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, “il decreto varato dal governo è un provvedimento emergenziale, con bonus che dureranno tre mesi e che proteggeranno cittadini e famiglie vulnerabili con il mercato tutelato solo per due anni. Un provvedimento tampone che non dà risposte strutturali al tema dell’aumento dei costi dell’energia. Da due anni come Pd sosteniamo che il mercato tutelato doveva essere garantito ancora a lungo a chi ne aveva bisogno. Ma il governo ha detto di no. Come ha detto no alle nostre proposte sul disaccoppiamento del prezzo dell’energia dal prezzo del gas e sull’Acquirente unico pubblico per ottenere prezzi dell’energia più bassi. Siamo di fronte all’ennesima operazione di propaganda del governo Meloni che, senza uno straccio di politica industriale ed energetica, cerca di mettere un’altra toppa, tardiva, alla sua incapacità di governare”.

Codacons: “Decreto annacquato”

“Il decreto sulle bollette varato dal governo è un pannicello caldo che non risolve il problema del caro-energia in Italia”. A dichiararlo è il presidente del Codacons Carlo Rienzi che aggiunge: “La montagna ha partorito il topolino, e dal governo viene fuori un decreto annacquato che contiene misure spot, peraltro per la durata di soli tre mesi. La strada dei bonus per le famiglie numerose o in difficoltà, come dimostra l’esperienza del passato, non può rappresentare una soluzione al problema del caro-bollette, e in assenza di misure strutturali il prossimo inverno l’Italia si ritroverà nella stessa situazione odierna”.

“Se da un lato è positivo l’incremento della trasparenza sulle bollette previsto dal decreto e il rinvio di due anni del passaggio al mercato libero per i clienti e le micro imprese vulnerabili, dall’altro non possiamo non rilevare come le misure inserite nel decreto non prevedano interventi strutturali per abbattere i costi dell’energia in Italia, combattere le speculazioni sui mercati e riportare la tassazione ai livelli della media europea”, conclude il Codacons.

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Lorenzo Briotti