
Il post con gli "estremisti rossi che vogliono abolire la proprietà privata": la creatività divisiva della politica italiana (foto Facebook) - Blitz Quotidiano
“Hanno gettato la maschera con arroganza. Adesso sappiamo chi abbiamo davanti: degli estremisti rossi”. Recita così un post su Facebook apparso qualche giorno fa sulla pagina di Fratelli d’Italia. Il riferimento è alle polemiche seguite alla lettura di una parte del Manifesto di Ventotene fatto dalla premier Meloni in Aula alla Camera. Al di là delle polemiche di cui si parla da giorni, soffermiamoci sulla parte grafica del post in cui c’è scritto che “la proprietà privata deve essere abolita: manifesto di Ventotene”. E sotto: “Loro sono a favore”. Nella foto appaiono nell’ordine da sinistra a destra Ilaria Salis, Deborah Serracchiani del Pd, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e il sempre presente Roberto Speranza, l’ex ministro della Salute al tempo del Conte 2.
Il manifesto è un esempio di quando si dice che la politica parla alla pancia del paese, a quella parte più sensibile dell’elettorato che si indigna perché sensibile a temi cosiddetti identitari. In tal caso si parla della proprietà privata e viene da chiedersi se c’è davvero qualche politico che oggi, nel 2025, pensa di convincere i suoi elettori chiedendone l’abolizione. Il Manifesto di Ventotene infatti è stato scritto 84 anni fa. Oggi non ha senso tirare fuori un tema del genere con il solo scopo di “svegliare” qualche elettore magari deluso dal Governo.
Se lo scopo era quello di svegliare qualche elettore usando una metodologia che dire populista è dire poco, il post ci è riuscito in pieno. E infatti c’è chi commenta così: “Regime cubano o russo degli anni ’70. Dopo anni di sacrifici e rinunce, ti comperi due muri arrivano questi bastardi a portarti via tutto, che ci provino, vediamo chi la vince!”. E ancora: “Quindi vediamo…uno si fa un mazzo x avere qualche cosa poi arrivano I nullafacenti a prendersi il ns sudore?????? Non penso proprio….”.
Quando riusciremo (e questo non vale solo per Fratelli d’Italia) ad essere meno divisivi nella politica italiana? A giudicare da questo post che potremmo definire quasi fantasioso, siamo ancora molto lontani.