
(Foto d'archivio Ansa)
Nel palazaccio della politica tra ieri e oggi si è divampato lo scontro tra la Lega e Forza Italia. In politica estera “Antonio Tajani si faccia aiutare” ha detto ieri il senatore leghista Claudio Duringon dopo la telefonata tra il vice premier Matteo Salvini e il vice presidente statunitense JD Vance. “Un partito ‘quaquaraquà’ – è stata la replica velata del ministro degli Esteri Tajani– parla e dice senza studiare e riflettere, sono partiti populisti che un giorno dicono una cosa e un giorno un’altra”. “Noi un partito di quaquaraquà? Quelle di Tajani sono affermazioni irricevibili” ha tuonato oggi l’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi. Da parte sua, Salvini ha provato a calmare le acque: “Con Tajani abbiamo rapporti splendidi. Leggo i giornali e sorrido”. Dall’opposizione Elly Schlein ne ha approfittato e ha attaccato il governo: “In qualsiasi Paese questo avrebbe già aperto una crisi di governo, è chiaro che il governo non sta più in piedi, è chiaro che non si può occupare dei problemi degli italiani dalle liste d’attesa infinite ai salari bassi alle bollette più care d’Europa”.
Ecco le voci dal palazzo della politica:
“Salvini ha tutto il diritto di parlare con JD Vance. Anzi, è un’arma in più per il governo se Matteo dialoga con l’amministrazione Usa. Tajani è in una posizione un po’ difficile, visto che è un sostenitore di Ursula e del suo piano di riarmo. Sappiamo tutti che von der Leyen non ha grandi rapporti con l’amministrazione americana, il suo Rearm Eu sembra anzi una sfida agli Usa, in questa fase. Per questo credo che sia utile se si facesse aiutare”. (Claudio Duringon, La Repubblica)
“Un partito ‘quaquaraquà’ parla e dice senza studiare e riflettere, sono partiti populisti che un giorno dicono una cosa e un giorno un’altra. I partiti seri sono quelli che studiano, approfondiscono e poi parlano, decidono e fanno quello che dicono, senza rinnegare e cambiando idea”. (Antonio Tajani)
“Con Tajani abbiamo rapporti splendidi. Leggo i giornali e sorrido”. (Matteo Salvini)
“Noi un partito di quaquaraquà? Quelle di Tajani sono affermazioni irricevibili”. (Susanna Ceccardi, Lega)
“Sono segnali normali, ognuno lancia messaggi al proprio elettorato, ma non vedo sfaldamenti particolari in maggioranza”. (Guido Crosetto, Fratelli d’Italia)
“Con le parole di Durigon la Lega ha sfiduciato Antonio Tajani e il governo Meloni non sta più in piedi”. (Angelo Bonelli)
“Meloni non ha una maggioranza politica sul sostegno a Kiev e sulla politica estera”. (Riccardo Magi, +Europa)
“In qualsiasi Paese questo avrebbe già aperto una crisi di governo, è chiaro che il governo non sta più in piedi, è chiaro che non si può occupare dei problemi degli italiani dalle liste d’attesa infinite ai salari bassi alle bollette più care d’Europa”. (Elly Schlein)
“C’eravamo tanto amati, forse mai. Se non bastassero il protagonismo di Salvini, il mancato mandato a trattare di Molinari, le dichiarazioni di Durigon e il “fastidio non protocollare” di Tajani a far capire che la luna di miele tra Meloni e la sua maggioranza è finita, ci pensa proprio quello che sembrava il suo punto di forza: la politica estera”. (Beatrice Lorenzin, Partito Democratico)
“La premier avrebbe voluto fare da pontiere, ma ha fallito. Tra Europa e Trump ha scelto di sottomettersi al trumpismo per inseguire Salvini e la Lega che, ogni giorno, provano ad oscurarla”. (Francesco Boccia, Partito Democratico, La Gazzetta del Mezziogiorno)
“Non servono canti e controcanti. Spetta a noi mostrarci i più seri e affidabili possibile guardando non solo ai sondaggi che porterebbero a fare scelte di corto respiro, ma al futuro. Sia in campo internazionale che nazionale. In politica non contano gli slogan, contano i fatti. E le decisioni che si prendono. E su queste abbiamo votato sempre uniti. La premier infatti ha detto sì al piano di von der Leyen”. (Maurizio Lupi, Noi Moderati, Il Corriere della Sera)