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L’EDICOLA, Il Corriere: “Difesa, il piano di Meloni”. La Stampa: “Bollette, aiuti per tre mesi: 200 euro a famiglia”. Libero: “Il codice incivile”

Sono diverse le notizie in apertura sui quotidiani di oggi: lo sciopero dei magistrati che protestano contro la riforma della giustizia, l’incontro fra il presidente Trump e il primo ministro britannico Starmer per discutere della guerra fra Russia e Ucraina, il tema dei dazi sull’Ue e gli aiuti alle famiglie italiane per le bollette. “Difesa, il piano di Meloni”, è l’apertura del Corriere della Sera. “Bollette, aiuti per tre mesi: 200 euro a famiglia”, titola La Stampa. “Il codice incivile”, è invece la prima pagina di Libero.

Ecco la rassegna stampa di oggi:

“Difesa, il piano di Meloni” (Il Corriere della Sera).

“L’autentico interesse nazionale”. L’editoriale di Angelo Panebianco: “Mondo cambiato, problemi inediti. Per quanto tempo ancora sarà possibile cercare (malamente) di nascondere sotto la sabbia il fatto che, qui da noi, a destra come a sinistra, ci siano divisioni potenzialmente esplosive che riguardano, niente meno, la collocazione internazionale dell’Italia? Davvero sarà possibile, alle prossime elezioni, che si presentino davanti agli italiani per ottenerne il voto, due coalizioni, quella di destra e quella di sinistra, che più sgangherate di così non si può, due coalizioni in cui pretendono di convivere filorussi e filoccidentali, nemici e amici di chi guida attualmente l’Unione europea, nemici e amici di Zelensky?”.

L’intervista all’europarlamentare Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico: “Io sono contrario a qualsiasi iniziativa che non risponda a un corretto e legale processo di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite. E una pace giusta richiede che al tavolo ci siano il Paese aggredito, l’Ucraina, e la Ue, a garanzia di una pace giusta, del ripristino della stabilità e delle garanzie di sicurezza. A queste condizioni ciascuno dovrà fare tutto il necessario, con meno di questo non sarà pace, ma sopruso”.

“Bollette, aiuti per tre mesi: 200 euro a famiglia” (La Stampa).

L’intervista al ministro delle Imprese Adolfo Urso: “Noi siamo i primi ad essere preoccupati per l’innesco di una possibile guerra commerciale, che chiaramente punta a dividere gli alleati europei. Ricordo ai teorici del declinismo che l’Italia l’anno scorso è diventato il quarto esportatore mondiale. E dunque è chiaro che abbiamo tutto l’interesse a evitare una escalation. In una logica di coesione europea può essere solo la Commissione ad avere la risposta giusta”.

L’intervista a Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi Holding e di Confindustria Lombardia: “Ci sono pochi soldi, non si possono fare grandi manovre. Ma dal governo ci aspettiamo qualcosa di più. Quando si hanno pochi fondi non si può far altro che raschiare il fondo del barile. Il governo sta facendo ciò che può ma ci aspettiamo comunque uno sforzo in più. Anche perché ricordo che c’è una misura come Industria 5.0 che mette a disposizione 6,3 miliardi, ma di questi fondi è stato speso solo il 6% perché per le imprese è troppo complesso usufruirne. Serve che il governo si muova per una vera semplificazione, solo così Industria 5.0 può diventare un volano per far crescere le Pmi”.

“Dazi, crollo mondiale” (La Repubblica).

L’intervista al commissario europeo agli Affari economici Valdis Dombrovskis. “Continueremo a impegnarci con gli Stati Uniti con un approccio positivo. Ma siamo pronti a reagire in modo fermo e proporzionato con dei contro-dazi quando sarà necessario. Difenderemo le nostre aziende, i nostri lavoratori e i consumatori”, ha aggiunto Dombrovskis. Per il commissario europeo, sulla sicurezza dell’Europa “non possiamo più dare per scontato l’impegno americano. Dobbiamo rafforzare la nostra capacità di difesa aumentando le spese del settore”.

L’intervista a Luca Zaia: “Gli Stati Uniti sono uno dei principali partner commerciali del Veneto. Esportiamo merci per oltre otto miliardi di euro. Nel 2023 si è registrata una flessione del -5,8%, ma gli Usa restano un mercato chiave, forse il più importante per noi. L’Unione europea deve rispondere in maniera unita, ma la vedo debole, afona, non autorevole. E mi dispiace constatarlo, da europeista”.

L’intervista al segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri: “Si continua a morire di lavoro, ma neppure una patente a punti è stata ritirata, nessuna azienda punita. Le famiglie e le imprese soffrono per le bollette. E il governo si è dimenticato del lavoro. Bastano due norme semplici per rafforzare l’accordo interconfederale del 2021, firmato da tutti. La prima: obbligo delle imprese di comunicare all’Inps gli iscritti al sindacato. La seconda: voto in tutte le aziende private, come già nel pubblico, ogni 3-4 anni per scegliere i propri rappresentanti sindacali”.

“Le larghe intese che servono all’Europa”. L’editoriale di Paolo Pombeni: “Il risultato delle elezioni tedesche rilancia il tema della “grande coalizione” come strumento per governare fasi complicate della politica. Il ragionamento che dovrebbe stare alla base di questo genere di imprese si articola su due elementi: un momento critico richiedente un largo consenso per il governo perché comporta inevitabilmente scelte non facili da far accettare alla popolazione; la presenza di una minaccia alla tenuta del sistema costituzionale sia dall’estrema destra che dall’estrema sinistra, minaccia che impone ai partiti fedeli all’impianto esistente di coalizzarsi per contenerla”.

“I Titoli di Trump e Musk calano in borsa. Dal giuramento Tesla -33% e Bitcoin -18%” (Il Sole 24 Ore).

“Fece traffici sul Covid. La legge Nordio lo salva” (Il Fatto Quotidiano).

“Toghe rotte”. L’editoriale di Marco Travaglio: “Se ieri l’80% dei 9 mila magistrati italiani ha aderito allo sciopero dell’Anm, queste famose “toghe rosse” iniziano a essere un po’ troppe”.

“Trump, primi dubbi nella Lega” (Il Giornale).

“Vizio di forma” (Il Manifesto).

“Il codice incivile” (Libero).

“Il giudice non può essere tiranno”. L’editoriale di Mario Sechi: “Disfatto lo sciopero, esaurita la liturgia della «vibrante protesta», cosa resta? L’iperbole, l’insulto, il tono sbagliato, la descrizione di una realtà parallela che non esiste, la stanchezza di una linea di opposizione politica che non aiuta la causa della giustizia giusta e finisce per dare un altro colpo all’autorevolezza dell’ordine giudiziario. I magistrati che incrociano le braccia contro il Parlamento sono una nota in cronaca surreale, certificano che il problema della Giustizia esiste, ma nel senso opposto a quello che intende l’Anm”.

“Ucraina, Macron si finge eroe. Ma sottobanco mira al bottino” (La Verità).

“Lo sciopero unisce la magistratura. Ma Meloni tira dritto sulla riforma” (Domani).

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Giuseppe Avico