
L'EDICOLA, Il Corriere: "Ucraina, trattativa in salita". La Stampa: "L'America riabilita Putin". Libero: "Alla sinistra prudono le mani" - Blitz Quotidiano
Sono due le notizie principali di oggi in apertura suoi quotidiani: le trattative per arrivare a una tregua fra Russia e Ucraina e le dimissioni di Papa Francesco dall’ospedale Gemelli dopo quasi quaranta giorni di ricovero. “L’America riabilita Putin”, titola La Stampa. “Ucraina, trattativa in salita”, è l’apertura del Corriere della Sera. “Alla sinistra prudono le mani”, è invece la prima pagina di Libero.
Ecco la rassegna stampa di oggi:
“Ucraina, trattativa in salita” (Il Corriere della Sera).
“Difenderci significa essere uniti”. L’editoriale di Angelo Panebianco: “Il premier britannico, il laburista Starmer, è impegnato nella difesa dell’Ucraina e nella cooperazione con i Paesi dell’Unione europea a difesa dell’Europa. I conservatori britannici, all’opposizione di Starmer su tutto il resto, ne appoggiano l’azione internazionale. I socialdemocratici tedeschi, sconfitti nelle urne, fanno ora parte di una coalizione con la vincitrice Cdu e ne assecondano il piano di riarmo della Germania”.
L’intervista al leader di Noi Moderati Maurizio Lupi: “Non servono canti e controcanti. Spetta a noi mostrarci i più seri e affidabili possibile guardando non solo ai sondaggi che porterebbero a fare scelte di corto respiro, ma al futuro. Sia in campo internazionale che nazionale. In politica non contano gli slogan, contano i fatti. E le decisioni che si prendono. E su queste abbiamo votato sempre uniti. La premier infatti ha detto sì al piano di von der Leyen”.
L’intervista al cardinale Michael Czerny: “Il Papa sta dando al mondo una lezione, discreta ma molto forte, su che cosa sia la leadership, la vera autorità, quella che purtroppo nel nostro tempo manca. La vera leadership non è avere molto potere e fare molte cose ma possedere una forza spirituale e umana ampia e profonda, in servizio del bene comune”. Francesco è un po’ debole ancora ma è lui. Con le sue parole, i suoi gesti, tutte le dimensioni della sua presenza e della sua grazia. La sosta a Santa Maria Maggiore dice tutto. Perché in quella basilica è sempre andato, dopo ogni viaggio, a ringraziare la Madonna prima di tornare a casa. Francesco ha compiuto un viaggio attraverso la malattia, ne è tornato salvo e ha ringraziato la Signora di averlo accompagnato”.
“L’America riabilita Putin” (La Stampa).
L’intervista al presidente di Coldiretti Ettore Prandini: “I dazi di Trump sul Made in Italy? Un po’ preoccupato lo sono. Gli Stati Uniti sono il nostro secondo mercato dell’export che vale oltre otto miliardi di euro, due solo dal vino. Senza i dazi diventerebbe il primo davanti alla Germania. L’approccio di Meloni è stato giusto e moderato. Occorre diplomazia, evitare di cadere nelle provocazioni, Ipotizzare dazi su jeans, whiskey e Harley-Davidson lo è. Meglio ragionare in modo più largo, non lasciare spazio alle imitazioni. La qualità dei prodotti del nostro agroalimentare è superiore: io non ho timore di fare i conti con il vino californiano. Basta guardare l’allarme dei ristoratori americani secondo i quali i dazi rischiano di farli chiudere. Altra cosa è se parliamo di Amazon, e dell’enorme
surplus commerciale che gli americani hanno nel settore dei servizi”.
L’intervista al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “I centri albanesi di Gjader e Shengjin, finora rimasti vuoti, potrebbero avere un ruolo per rafforzare il sistema per rimpatriare i migranti irregolari che non hanno diritto a rimanere in Italia. Grazie alla veste di
Cpr, potremo riportare a casa i soggetti che altrimenti finiscono per rendere le nostre città meno sicure. I rimpatri sono un tema che sta affermandosi nel dibattito politico in tutto il mondo, anche oltreoceano. A noi, oramai, lo chiede l’Europa. Finalmente. Dovremmo esserne tutti contenti”.
“Il Papa in Vaticano. “È sempre lui” (La Repubblica).
“Il pollice su del Papa” (Il Messaggero).
“Tre forme d’Europa, dal mito al realismo”. L’editoriale di Alessandro Campi: “L’Europa, come ogni idea politica che provi a realizzarsi nella storia, da sempre si muove tra mito, forma e prassi. Vale a dire, tra la sua versione idealizzata (in realtà ne esistono diverse), la sua cristallizzazione in un modello fatalmente rigido e il suo modo di funzionare concreto e fattuale secondo il classico meccanismo “sfida e risposta”. Tre livelli che, come dimostra l’esperienza che ci viene dal passato, non sempre coincidono”.
“Onlus alla svolta: in prima linea sanità e assistenza” (Il Sole 24 Ore).
“Trump: la pace solo con me” (Il Giornale).
“La riforma aiuta i criminali e mortifica i cittadini onesti” (Il Fatto Quotidiano).
“Ma mi faccia il piacere”. L’editoriale di Marco Travaglio: “Dal Vangelo secondo Caino. “Anche il Vangelo ci spinge all’autodifesa” (Mario Deaglio, Stampa, 21.3). Porgi l’altra bomba. Bancomatt. “Arriva la nuova banca delle armi: ‘Forniamo capitali a basso costo e aiutiamo gli Stati a proteggersi’” (Riformista, 21.3). C’è pure il Bancomat per ritirare i proiettili. Autotraining. “Tajani: ‘La politica estera compete a me’” (Repubblica, 23.3)”.
“I democratici Prodi e Bertinotti tirano libri e insulti alla destra” (La Verità).
“Alla sinistra prudono le mani” (Libero).
“La doppia consulenza di Enasarco. Conflitti d’interessi, Caputi da record” (Domani).