Donald Trump (Foto Ansa)
Politica in subbuglio. L’agitazione è tumultuosa, lo scenario è a soqquadro. Tengono banco argomenti scottanti: l’Europa divisa, la follia di Trump che ha rivoltato l’ordine mondiale; il tycoon ha capovolto i ruoli di vittime e carnefici nella guerra in Ucraina. Macron, il guerrafondaio, è andato a Washington credendo di parlare a nome dell’Europa intera, a Berlino c’è un nuovo cancelliere Merz che pensa davvero di mettere in piedi un esercito europeo e in Italia si pensa alle borse della Santanchè.
La ministra del turismo ha attaccato le opposizioni ( “sono il vostro male assoluto”) ma alla Camera il suo discorso è risultato francamente sopra le righe tra borsette, tacchi a spillo e Billionere.
L’accelerazione degli eventi in Ucraina ha spinto l’Europa a ripensare alla difesa comune tanto che oggi si parla di un fondo comune ad hoc che coinvolga tutti i Paesi Ue disponibili. Ma l’Italia frena, non ci sta ad inviare truppe a Kiev, semmai solo per una missione di pace sotto l’ombrello Onu. In parallelo si fa largo l’ipotesi di creare nuovi strumenti fuori dal bilancio Comunitario per finanziare lo sforzo richiesto. Venerdì a Londra ci sarà un vertice dopo la discussione che ha avvicinato Mosca e Washington. Ci sarà anche Giorgia Meloni.
Il premier britannico Keir Starmer (laburista) ha organizzato, per il fine settimana, un summit proprio per creare un fondo comune sulla difesa. Intanto i raid russi continuano a colpire. Fonti di Mosca riferiscono che un gruppo dell’esercito ucraino si sta preparando a ritirarsi dai territori occupati nel Kursk. Tira aria di un accordo vicino. Sarebbe ora. I danni diretti in Ucraina hanno raggiunto i 176 miliardi di dollari. Colpite oltre 2,5 milioni di famiglie secondo il rapporto Rdna4 pubblicato dal Governo di Kiev, dalla commissione europea e ONU.
Il premier britannico, molto duro verso il “tiranno Putin”, ha annunciato in un discorso a Downing Street che giovedì sarà negli USA, giusto tre giorni dopo la visita di Macron. Il premier britannico ritiene che la tregua sia possibile in poche settimane. Rinviata per ora la missione americana in Medio Oriente di Steve Witkoff, inviato speciale della Casa Bianca. Questo sembra voler dire che tutti ormai si stanno concentrando sui negoziati tra Russia e Ucraina.
Si infittiscono in queste ore cruciali i negoziati di pace e affari. Stati Uniti e Russia volteggiano senza ritegno sulle miniere di Kiev. Obiettivo le terre rare ucraine che sono, stringi stringi, il principale motivo della pace. Quei 17 elementi della tavola periodica sono indispensabili nell’industria tecnologica e in quella della difesa; alimentano un mercato globale che già oggi vale 11 miliardi di dollari. Il nocciolo della pace è racchiuso in una trattativa da 500 miliardi. Gira e rigira e’ sempre una questione di soldi.