Eugenio Scalfari: Democrazia? Meglio Oligarchia, Platone non Beppe Grillo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Settembre 2014 - 09:02 OLTRE 6 MESI FA
Eugenio Scalfari

Eugenio Scalfari

ROMA – La sola forma effettiva di democrazia è una l’oligarchia, secondo Eugenio Scalfari che ha esposto la sua idea, sulla scia di Platone, nella sua rubrica sul settimanale L’Espresso:

“Io penso che la sola forma effettiva di democrazia altro non sia che l’esistenza d’una classe dirigente all’interno della quale il dibattito sia costante e libero, dando luogo a maggioranze governanti e a minoranze in grado di esercitare controllo sulla conformità alle leggi del loro operato. Minoranze che possono liberamente rivolgersi alla pubblica opinione la quale fa parte anch’essa della classe dirigente, composta come è da cittadini responsabili ai quali sta a cuore l’interesse comune”.

Non si capisce come dovrebbe essere scelta la oligarchia, forse con un sistema elettorale un po’ selettivo. Certo è da escludere il popolo del web, quella misteriosa entità senza volto e senza numeri che Beppe Grillo evoca quando gli serve.

Aggiunge Eugenio Scalfari:

“Questa è la classe dirigente, questa è la “polis” che numericamente rappresenta una parte consistente della popolazione. Un’altra parte non sente queste sollecitazioni e non ha una visione chiara né del passato né del futuro. È sensibile soltanto alle proprie condizioni individuali, familiari, sociali, vota quando ne ha voglia o si astiene dal voto sperando che questo sia un segnale o addirittura un’assenza minacciosa che serva a migliorare le proprie condizioni e soddisfare meglio i propri bisogni. Non è infatti un caso che nelle democrazie più mature circa metà degli aventi diritto al voto non lo esercitano”.

Conclude:

Storicamente è sempre stato così. L’ipotesi che vi sia un sistema dove la grande maggioranza o addirittura la totalità del popolo partecipi alle scelte che l’interesse generale suggerisce di effettuare non è una speranza ma un’utopia. Può servire a rafforzare quella parte della cittadinanza civilmente impegnata, ma non più di questo ed è già molto”.