Manovra, governo studia stangata ​su slot machine

Manovra, governo studia stangata ​su slot machine
Manovra, governo studia stangata ​su slot machine

ROMA – Alle prese con una manovra da 27 miliardi di euro e la necessità di trovare coperture per le misure in cantiere, dalla Tasi alle pensioni, il governo mette di nuovo nel mirino il settore dei giochi. L’intenzione è di fare in modo che dalle slot e dalle videolotterie, arrivino dal prossimo anno almeno 800 milioni di euro.

Le ipotesi tecniche alle quali si lavora, riporta Andrea Bassi su Il Messaggero,

riguardano il cambio del sistema di tassazione delle macchinette. Oggi il prelievo viene calcolato come una percentuale (il 13,6%) applicata agli incassi. Il nuovo sistema, invece, vorrebbe tassare non quanto le società incassano, ma i loro effettivi guardagni, che si ottengono detraendo le vincite pagate agli scommettitori. L’aliquota sarebbe sostanzialmente più alta di quella applicata agli incassi. Si salirebbe al 60% per le slot machine e al 50% per le più moderne videolotterie. Per lo Stato si tradurrebbe in un vantaggio. Oggi nelle casse dell’erario entra il 13,6%di 25,5 miliardi per le slot. Si tratta di circa 3,4 miliardi di euro (anche se nel 2014 l’incasso effettivo è stato di 3,250 miliardi).

Con il nuovo sistema invece, lo Stato porterebbe a casa il 60% di 6,5 miliardi, ossia i 25,5 miliardi di giocate meno i 19 di vincite. A conti fatti si tratta di circa 3,9 miliardi, 650 milioni in più del gettito per lo Stato del 2014. Un discorso analogo vale anche per le nuove videolotterie. Con il nuovo sistema, secondo i conti di Agipronews, si incasserebbero 1,25 miliardi contro poco più di un miliardo del gettito attuale. La somma dei due tipi di macchinette porterebbe nuovi incassi allo Stato per 800 milioni (…)

 

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