Il pesce cieco delle caverne ha perso gli occhi per non vedere nessuno nei paraggi. Strategie adattive estreme (frame youtube)
“Tetra messicano”, “Astyanax mexicanus” secondo la tassonomia di Linneo, “pesce cieco delle caverne” per la carta d’identità pop: quanti nomi e attribuzioni per un animale tanto asociale, talmente geloso della sua splendida solitudine da negarsi all’osservazione oculare del mondo circostante e di preferire l’orgoglioso romitaggio negli anfratti più appartati di una grotta sott’acqua.
Parliamo di una specie interessantissima dal punto di vista evolutivo, il piccolo pesce dei fiumi messicani, un modello di comportamento da studiare, secondo i propositi e i risultati raggiunti da Britney Sekulovski e Noam Miller della Wilfrid Laurier University di Waterloo, Canada (ne hanno riportato le conclusioni il sito 404 Media e in Italia RivistaStudio).
Intanto, il nostro pesce è cieco a seconda delle circostanze. “L’evoluzione del comportamento sociale nello Astyanax mexicanus (AM), che esiste come una forma vedente che vive in superficie e una forma cieca che vive nelle caverne, fornisce un modello per comprendere come le pressioni ambientali modellano i comportamenti sociali”.
Pesci ciechi dei fiumi e pesci ciechi delle caverne sono ormai cugini: i secondi, 20mila anni fa circa, hanno preferito dire addio ai propri simili e al mondo visibile acquattandosi nelle profondità cavernose dei recessi fluviali.
Tetra ora nasce cieco alla nascita e poco a poco i siti oculari si riempiono prima di grasso poi di scaglie: nel frattempo, sul muso gli saranno cresciute delle per altri versi incongrue papille gustative esterne. Insomma è attrezzato per farsi la sua vita dove la luce non filtra e il campo è libero.
La questione posta dai ricercatori è secca: Tetra è solitario e insofferente alle altre specie semplicemente perché non le può vedere oppure ha via via abbandonato la facoltà della vista per non dover tollerare la presenza altrui ed evitare spiacevoli incontri?
Nel primo caso saremmo di fronte a una risposta evolutiva spiegabile con la teoria della costrizione fisiologica. Nel secondo caso, cui propendono Sekulovski e Miller, si tratterebbe di una scelta corrispondente a una strategia adattiva.
Le prove sperimentali non mancano: Tetra dei due tipi sono stati sottoposti a test di “socialità” in diverse condizioni (affamati o non, testati con stimolazioni ormonali etc.). Risultato? Il pesce delle caverne rifiuta di sbabilire legami e contatti più duraturi del “manifesto accorger delle genti”.
Gli altri sono l’inferno al quale il pesce cieco delle caverne pervicacemente si sottrae. Per farsi i fatti suoi ben nascosto nelle cavità sotterranee in beato, scorbutico, isolamento.