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Impresa del francese Nans Peters. Ha vinto in solitaria il Trofeo Laigueglia, classica di apertura della stagione ciclistica italiana

Impresa del francese Peters. Il ventottenne francese di Grenoble, alfiere della AG2R Citroen, ha vinto in solitaria il Trofeo Laigueglia, prima classica della stagione italiana. Nans Peters è andato in fuga a 24 km dal traguardo e poi è rimasto solo per i 3 giri del circuito finale. Ha vinto con merito, arricchendo il suo palmares che comprende una tappa al Giro d’Italia 2019 e una al Tour de France 2020. Al secondo posto il compagno Vendrame. Un peccato per Covi ( terzo ) che negli ultimi giri ha dimostrato di avere un ottimo passo ma la caduta sulla prima discesa di Colla Micheli lo ha escluso da una possibile rimonta. Quarto posto per Rota, quinto Champoussin, sesto Gregoire.

Gara sotto pioggia e vento

Percorso classico, impegnativo, selettivo. Ne è uscita una corsa, come da copione, di 201 km con 2600 metri di dislivello. Con l’inevitabile fuga. I primi 30 km. sono stati piuttosto facili, fino ad arrivare al primo Gran Premio della Montagna di Cima Paravenna. Il tempo di rifiatare e poi c’è stata la dura salita di Testico. Superati Albenga e Alassio si è entrati nel circuito finale di 44 km dove per 4 volte è stata scalata Colla Micheli( 2km al 7%) e Capo Mele. Anche in questa 60esima edizione si sono visti corridori di primissimo piano come il campione olimpico in carica Carapaz, come il talentuoso eritreo Girmay e il campione spagnolo Rodriguez della corazzata Ineos. Al via anche una nutrita pattuglia di italiani trai quali Rota, Ulissi, Ciccone ( già vincitore nel 2020 a Laigueglia), Bettiol e Piccolo. La corsa ha sostanzialmente ricalcato l’edizione precedente. l’impresa del francese Peters è stata una fuga continua fatta di forza e determinazione.

Battaglia dall’inizio alla fine

La corsa è iniziata ufficialmente alle 11.12 (senza pioggia) e subito si sono registrati gli scatti per provare a dare vita alla fuga. E infatti dopo una ventina di minuti c’erano già 9 fuggitivi che hanno anche guadagnato un vantaggio importante (4,07”). Il gruppo ha comunque tenuto sempre sotto controllo i fuggitivi che a metà percorso erano ancora al comando. Nelle prime 2 ore si è registrata una media oraria di poco inferiore ai 40 km/h. Alle 13.53 si è superato la metà del tracciato. L’attacco della salita di Testico (7,2km al 4,5%) ha visto i fuggitivi sempre con un vantaggio importante. Le prime 3 ore di gara hanno mantenuto la media oraria dei 40. E’ quindi partito il forcing del gruppo che ha cominciato a rosicchiare secondi, sotto la pioggia.

Finale scoppiettante

A 45 km dall’arrivo il gruppo (una trentina di corridori) ha ridotto il distacco ad un minuto. Cresce il ritmo. In evidenza Lorenzo Rota. Scivolate e cadute per l’asfalto bagnato, Rota resta solo al comando per una decina di km. Dal mare (in tempesta) arriva un vento fastidioso. Ai -30 km nove uomini in testa (tra cui Rota, Ciccone, Piccolo). Scappa ai -24 km il francese Nans Peters, rischia scendendo da Capo Mele, lo braccano in sei (45” di vantaggio a 20 km dalla linea d’arrivo). Ultimi 14 km: Peters è sempre solo con un vantaggio di un minuto. Vola sotto la pioggia, si sbarazza del peso superfluo, si alimenta. Ai -9 km il vantaggio è invariato. Il francese è scatenato. Sente il profumo della gloria solitaria. Alle sue spalle sono rimasti sei insegiuitori, tra cui il compagni di squadra Vendrame. Ultimi 5.000 metri, tutti pianeggianti (più Capo Mele). Peters spinge con efficacia. E vince a braccia alzate dopo 5h08’29. Volata degli inseguitori vinta Vendrame.

Gianluca Pace

Laureato in Storia contemporanea, a Blitz quotidiano dal 2011. Qui mi occupo, si fa per dire, di quel che accade in questa misera Italia e nei dintorni. Con queste poche righe dovrei mettere in risalto, con un po’ di ironia e senza farlo notare troppo, le mie poche qualità. Ma insomma, alla fine che ci frega?

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